vacanze in caicco

crociere in caicco alle Eolie

crociere in caicco alle Eolie

EOLIE LE SETTE PERLE DEL MEDITERRANEO

Charter Superior 

Dal 2004 offriamo, a bordo dei nostri caicchi, la vacanza ideale per fruire dell’incantevole mare e del caldo sole delle isole Eolie . Sette giorni per mare, alla scoperta di uno degli arcipelaghi più belli al mondo. Il periplo di coste dove  leggenda e storia si incrociano,  lasciando al visitatore  l’emozione di seguire orme di antichi eroi. Visitando le Eolie assaporerete  mare, sole, piatti tipici,  itinerari e paesaggi incantevoli, tra feste locali e sagre, vivrete scorci dei mitici anni, immersi in tenui tramonti ed albe piene di luce.

Navigazione: Mar Mediterraneo;  Area: Arcipelago delle Isole Eolie (altre destinazioni da quotare) 
Porto partenza: Milazzo; Capo D’Orlando; Lipari;  

Noleggio caicco in esclusiva a settimana: 

Dal 5 marzo al 28 maggio e dal 24 settembre al 29 ottobre     € 10.000,00
Dal 28 maggio al 2 luglio e dal 27 agosto al 24 settembre       € 12.000,00
Dal 2 luglio al 30 luglio                                                                 € 14.000,00
Dal 30 luglio al 27 agosto                                                             € 16.000,00

Cabin -charter prezzo a persona per settimana 

Dal 5 marzo al 28 maggio e dal 24 settembre al 29 ottobre     € 1.000,00
Dal 28 maggio al 2 luglio e dal 27 agosto al 24 settembre       € 1.150,00
Dal 2 luglio al 30 luglio                                                                 € 1.350,00
Dal 30 luglio al 27 agosto                                                             € 1.550,00

*Partenza garantita min 6 pax 
 
Le tariffe comprendono: 
Noleggio imbarcazione per max 12 passeggeri 
Polizza assicurativa RC e Corpi 
Cocktail di benvenuto 
Equipaggio: Comandante, cuoco, marinaio/hostess 
Carburante max 4 ore navigazione giornaliere 
Carburante per generatori 
Aria condizionata dalle 19.30 alle 23.00 
Carburante fuoribordo tender 
Acqua liscia e frizzante ai pasti 
Biancheria letto e bagno 
Riordino e pulizia quotidiana cabine e bagno 
Uso tender da e per porto fino ore 24 
Uso Wifi a bordo 
Uso cineteca di bordo DVD 
Uso TV in dinette 
Uso impianto Hi-Fi 
 
Le tariffe non comprendono: 
Mezza pensione ( € 250 a pax da pagare a bordo all imbarco) 
Ormeggi in marina privati secondo listino marina (c.ca 60€ a pax) 
Le escursioni opzionali 
Tasse portuali secondo itinerari (35€ a pax) 
Bevande alcoliche e analcoliche secondo listino del bar di bordo 
Carburante extra le 4 ore giornaliere incluse (30 L/h) secondo il costo di bunkeraggio 
Aria condizionata ore notturne (€120 notte cabina) 
Transfer da e per aeroporto secondo tratta e pax 
Quanto non specificato alla voce “le tariffe comprendono” 
 
Supplementi 
Cene: € 50 a cena a pax (max 3 cene) 
Escursioni a terra da concordare 
Cambio biancheria letto/bagno extra € 15,00 a pax 
Supplemento cabina singola € 375,00 in cabin-charter (bassa stagione) 
Prezzi in Euro per settimana chek-in ore 18:00 del sabato – chek-out ore 08:30 del sabato 

Bambini 0/2 anni Gratis, 2/8 anni 50% del prezzo in cabin-charter (in cabina con i genitori) 

Condizione di Pagamento 
Acconto del 30%, saldo 30 giorni prima dell’inizio dei servizi 
Condizioni Annullamento 
Per la stagione 2022: 
è prevista la possibilità di annullare la prenotazione senza alcuna penale fino a 60 giorni prima della partenza. In tal caso verrà rimborsata l’intera quota di acconto. 
Dal 59° al 30°giorno prima della partenza verrà trattenuta la caparra del 30%. 
Dal 29° giorno prima della partenza verrà considerato no show e verrà addebitato l’intero importo del contratto di noleggio. 

Prenotazioni: compila il modulo o chiama il 3497043302

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ORIGINI E RICETTA DELLA VERA GRANITA SICILIANA
Credete che dall’unione di acqua, zucchero e succo di limone non possa nascere nulla di eccezionale? Non avete ancora assaggiato la granita siciliana. Dolce al cucchiaio, una via di mezzo tra la cremosità del gelato e la granulosità del sorbetto. Le origini della granita risalgono alla dominazione araba in Sicilia, gli Arabi portarono quella che era la ricetta dello sherbet o sharbat: bevanda ghiacciata tipica del Medio Oriente aromatizzata con succhi di frutta e petali di fiori. Lo sherbet di solito, aveva come ingredienti principali : le rose, il legno di sandalo, il limone, l’arancia o l’ananas. Vediamo insieme l’evoluzione della granita siciliana e la ricetta: una specialità senza tempo conosciuta in tutto il mondo.

GRANITA SICILIANA: UN DOLCE CHE METTE D’ACCORDO GRANDI E PICCINI

granita siciliana

In Sicilia, nel Medioevo si diffonde una professione molto curiosa, quella dei “nivaroli”, uomini che d’inverno andavano a raccogliere la neve sull’Etna, sui Monti Peloritani e sui Monti Iblei e tutto l’anno si occupavano di conservarla per utilizzarla nei mesi caldi. La neve veniva conservata in buche rifinite con mattoni o pietre, chiamate niviere, per essere poi utilizzata d’estate, per preparare il gelato da gustare per rinfrescarsi. Le niviere possono essere definite i precursori dei congelatori di oggi. Inoltre, alcune famiglie nobili possedevano delle case con degli anfratti naturali per riparare la neve dal caldo ed evitare che si sciogliesse. In estate la neve veniva prelevata, compattata e solidificata, veniva poi grattata, posta in un bicchiere e ricoperta di sciroppo di frutta e fiori. Oggi questa preparazione è molto usata a Roma e prende il nome di grattachecca romana.
Durante il XVI secolo si apportò una modifica alla conservazione della neve. Si scoprì, infatti, che il sale era in grado di abbassare il punto di congelamento. Nacque così l’idea di un pozzetto, costituito da un tino in legno (mastello) che contenesse al suo interno un secchiello di zinco (pozzetto) con una manovella che gli permetteva di girare. Nell’intercapedine tra tino e secchiello veniva messo il sale misto alla neve, così da avere una maggiore refrigerazione. All’interno del secchiello in zinco si inserivano gli ingredienti: acqua, zucchero o miele, succo di limone o caffè e tramite il movimento rotatorio si aveva la formazione della granita. Questo metodo permetteva di ottenere  una consistenza più cremosa. Nel XX secolo, il pozzetto naturale venne, infine, sostituito dalla gelatiera.

La granita oggi, la troviamo in moltissimi gusti: limone, mandorla, gelsi neri, pistacchio, cioccolato o caffè. Può essere servita con aggiunta di panna e deve essere rigorosamente mangiata accompagnata da una morbida brioches calda.
Sia la granita di gelsi neri che quella alle mandorle, fanno parte dell’elenco stilato dalla Regione Sicilia dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

granita al pistacchio

TRADIZIONI DA SALVAGUARDARE: LA NIVIERA DI PIANO PRINCIPESSA

Nel territorio delle Madonie, precisamente a Piano Principessa a 1900 metri sopra il livello del mare vi è ancora una niviera, quindi vi è ancora la possibilità, l’unica, di fare il gelato come lo si faceva un tempo. Questo è quello che ci ha raccontato il Maestro gelatiere Antonio Cappadonia, originario di Cerda che crede e pratica ancora le tradizioni d’un tempo, tanto da essere stato protagonista, insieme ad Arturo Morettino patron della storica torrefazione palermitana Caffè Morettino, ad un evento esclusivo a Palermo, svoltosi nell’antico Caffè del Teatro Massimo. Qui è stata illustrata la preparazione della granita all’antica che sposa la “filosofia della lentezza”, con l’aggiunta di una miscela di caffè studiata appositamente per l’occasione.

Con una storia di tale valore, capirete bene perché, se mettete piede in Sicilia, dovete ricordarvi che: “la brioscia cu a granita, deve assolutamente diventare la vostra preferita”. Se, invece, vi è venuta voglia di assaggiarla, ma vi trovate troppo lontani per fare un salto in Sicilia, potete provare a prepararla direttamente a casa.

RICETTA GRANITA SICILIANA:  VERSIONE CASALINGA

Quella che voglio proporvi è una ricetta tramandata negli anni, che ancora oggi riscuote molto successo. Io la chiamo ricetta 3-2-1, in riferimento alle dosi degli ingredienti. Vediamoli insieme.

Ingredienti

  • 3 bicchieri di acqua
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 1 bicchiere di succo di limone
  • scorza di limone q.b.

granita siciliana

Procedimento

  1. Scaldate l’acqua in una pentola e fate sciogliere lo zucchero, fate raffreddare e aggiungete il succo di limone e le scorze.
  2. Mettete nel freezer e dopo 3 ore circa, utilizzate un minipimer per rompere i cristalli di ghiaccio che si formano, questa operazione va ripetuta ogni 30 minuti. Appena la granita sarà completamente congelata assumerà una consistenza cremosa.
  3. Se volete evitare di ripetere questa operazione vi basterà montare a neve un albume d’uovo e mescolarlo con acqua zucchero e succo di limone.

Continuate a scoprire la storia dei cibi e ad essere guidati nei nostri tour gastronomici. Col caldo però non dimenticate di idratarvi magari con alcune bibite homemade, con un sorbetto o con un ottimo gelato salato.

Specialità culinarie delle Isole Eolie

crociere in caicco alle Eolie

crociere in caicco alle Eolie

La principale caratteristica della cucina eoliana è l’uso costante e sapiente delle erbe odorose che riempiono ogni piatto di fragranza, di nascoste sensazioni, di umbratili umori: il rosmarino, l’origano, il basilico, l’aglio, la nepitella, la menta uniti alla scorza dei verdelli, ai pomodorini “a pennula” ed, ovviamente, al cappero.
Protagonista di ogni tavola è il pesce, semplicemente arrostito e condito con un filino d’olio ed un goccio di limone o farcito con pomodoro, basilico, aglio, capperi ed un po’ di mollica ammollata. Comprimari i totani e le aragoste. 
I dolci sono anche simbolo di festa: a carnevale i “gigi”, per San Giuseppe le “vastidduzze” con uva passa e mandorle, per Natale gli “spicchiteddi” di vino cotto.
Infine, il liquore di limone e la malvasia, “nettare degli dei”, prima e dopo i pasti, insieme ai biscottini al sesamo.
Le ricette che riportiamo, non sono solo di cucina tradizionale e non potrebbero esserlo, sia per la storia delle isole ed il loro ripopolamento, sia per lo sviluppo degli ultimi anni, che ha influenzato gli usi culinari.
È un misto di cucina tipica e cucina rivisitata, rispettosa però della tradizione.

Insalata di arance, limoni e pesce spada affumicato al profumo di capperi

Ingredienti per 4 persone:

insalata di arance, limoni, pesce spada, capperi. Ristorante Filippino8 fette di pesce spada affumicato tagliato a julienne
1 grossa arancia succosa (tagliata a spicchi privi di pellicine)
1 grosso limone maturo (tagliato a spicchi privi di pellicine)
7 cucchiai di olio extravergine
2 cucchiai di puntina di capperi di Lipari
2 cucchiai di aceto bianco
1 mazzetto di basilico e mentuccia tritati
12 mandorle pelate e tagliate a julienne
peperoncino e sale quanto basta.

Procedimento:
Unire tutti gli ingredienti ed amalgamarli per qualche minuto con la salsina ottenuta con l’olio, i capperi, l’aceto, le erbe e le mandorle aggiustando di sale e pepe. Servire fresca.
Ricetta del ristorante Filippino


Spaghetti al tonno fresco

Spaghetti al tonno frescoDifficoltà facile
Tempo 30 minuti
Ingredienti per quattro persone:
400g.di spaghetti
400g.di tonno fresco
500g. di pomodorini
50 g. d’olive nere
tre spicchi d’aglio
sale, pepe,prezzemolo, olio extravergine d’oliva.

Soffriggete l’aglio in un tegame, aggiungete il tonno fresco tagliato a dadini. Fate cuocere per qualche minuto.Unite i pomodorini tagliati a spicchi, il sale, le olive e il prezzemolo tritato. Lasciate cuocere.  Nel frattempo cuocete la pasta al dente, scolatela e unitela al sugo del tonno. Saltate il tutto a fuoco alto per un minuto, aggiungete altro prezzemolo tritato, servire caldo.

Spaghetti con pomodorini a pennula

Una pasta semplicissima il cui tocco è dato dal particolare sapore dei pomodorini rotondi, o appena allungati, piccolissimi, tipici delle Eolie, che i locali usano “appendere” in larghe ruote concentriche di vimini, per potere essere consumati anche in inverno.
Ingredienti: si utilizzino solo ed esclusivamente i pomodorini a scocca o a pennula tipici eoliani; olio extravergine, abbondante basilico e aglio, un pizzico appena di origano, peperoncino.
In una larga padella, si soffrigga abbondante aglio (che verrà poi tolto) e un bel pezzo di peperoncino. Si mettono a soffriggere nell’olio i pomodorini spaccati in due con tutta la buccia ma senza semi e si lascino appassire a fuoco molto vivace con un po’ di sale e di origano. Scolati gli spaghetti si girino nella padella e si cospargano di abbondante basilico sminuzzato al momento. A chi piace è consentita una grattatina di ricotta salata.

Scorfano a ghiotta alla Liparota

Siamo nelle tradizionale cucina mediterranea, ma gli scorfani delle Eolie sono per dolcezza, insuperabili.
Ingredienti:
scorfano2 scorfani da 500 gr. circa
3 cipolline
3 pomodori maturi
8 olive verdi
1 cucchiaio dl capperi
un ciuffo di prezzemolo
foglioline di basilico
1/2 bicchiere di vino bianco secco
3 cucchiai di olio d’oliva
pane tostato, pepe, sale.

Preparazione e cottura: 45 minuti
Sviscerate gli scorfani, tagliate tutte le pinne pungenti, squamateli, lavateli in acqua corrente e lasciateli sgocciolare.
Pulite le cipolline e affettatele finemente; lavate i pomodori, privateli della buccia, dei semi e tagliateli a dadini; snocciolate le olive, lavate e tritate finemente il basilico e il prezzemolo. Scaldate in una casseruola l’olio d’oliva, rosolate le cipolle; unite le olive e i pomodori e cuocete per 1-2 minuti. Aggiungete gli scorfani, i capperi e il trito di prezzemolo e basilico. Bagnate con il vino bianco, versate un bicchiere di acqua e cuocete a pentola coperta per 30 minuti circa.
Quando mancheranno 10 minuti, aggiustate di pepe e di sale e terminate la cottura togliendo il coperchio.
Servite accompagnando con crostini di pane tostato.

Totani ripieni

Ogni eoliano che si rispetta va a totani con la sua barchetta almeno una notte al mese. Anche quando non c’è altro pesce sull’isola i totani si trovano sempre. Il totano, fratello del calamaro, è in genere più grosso ed ha carne più dura di questo ma il sapore più “selvatico”, è spesso più apprezzato dal buongustaio. La cottura in sughi e umidi, a mio giudizio, è quella migliore per questo pesce. Il ripieno proposto è molto semplice, tipicamente eoliano, e glorifica il pesce principe di queste isole. Potete variarlo secondo il vostro estro, umore e voglia di stupire i commensali.

Ingredienti:
un bel totano per persona, salsa di pomodoro, prezzemolo, molta menta, aglio, capperi dissalati, mollica, due uova, pepe nero, olive bianche.

Totani ripieni

crociere in caicco alle Eolie

Pulire i totani asportando i tentacoli e lasciando intero il cappuccio che andrà poi riempito. Mettere nell’olio e far saltare i tentacoli tagliati a pezzetti piccolissimi. Salare, aggiungere un po’ di vino e far cuocere a fuoco lento per un po’. Levare dalla pentola il pesce e, a fuoco basso, con altro olio, far soffriggere appena due spicchi d’aglio schiacciati. Si aggiunga quindi la salsa di pomodoro, il prezzemolo tritato, e un po’ di sale.
Si lasci cuocere un poco la salsa. Nel frattempo si prepari il ripieno con due uova sbattute, la mollica, le olive a pezzettini, il pepe nero, i capperi tritati e i tentacoli.
Si riempia il pesce, si chiuda con stecchini o meglio con ago e filo e si mandi a cucinare nella salsa di pomodoro il tempo necessario.
Si può anche cucinare al forno in una teglia con olio e un poco di vino bianco. In questo caso si consiglia di non usare uovo nel ripieno ma aggiungere ancora più aromi, quali la mentuccia, il basilico e qualche acciuga dissalata.
Un’avvertenza per renderli più morbidi: prima di riempirli fateli saltare interi per un attimo in padella ad asciugarsi e perdere completamente l’acqua.
Un ulteriore diverso modo di farcirli può essere quello di preparare il ripieno oltre che con i tentacoli, con uovo, prezzemolo, pezzetti di formaggio filante, pan grattato, parmigiano grattugiato, pisellini, sedano e carote tagliate a pezzettini. Una farcia originale e insolita che farà cucinare il pesce in tegame, a fuoco lento, con una cipollina tritata nell’olio, un’idea di vino bianco, una foglia di alloro e un tenue fumetto di pesce.

Involtini di caserecce

Difficoltà media
Tempo 60 minuti
Ingredienti per quattro persone:
300g.di caserecce
750 g. di passata di pomodoro
300g. di ricotta infornata scura grattugiata
una cipolla,un pizzico di peperoncino, basilico
sale, pepe olio extravergine d’oliva.

Sbucciate le melanzane, tagliate a fette d’uguale spessore. Mettete a bagno in acqua salata per circa trenta minuti, in modo da perdere l’acqua di vegetazione amarognola. Preparate la salsa, mettete a rosolare la cipolla finemente tagliata in un tegame con olio. Appena pronta aggiungete il pomodoro passato, sale, peperoncino, qualche foglia di basilico.Asciugate le melanzane con un canovaccio, friggete in olio ben caldo e scolate con carta assorbente. Nel frattempo cuocete la pasta al dente, scolate e lasciate raffreddare. Mettete qualche cucchiaiata della salsa preparata in precedenza in una teglia. Condite poi con l’altra salsa la pasta. Sistemate su ogni fetta di melanzana cinque caserecce ed un po’ di ricotta grattugiata. Avvolgete ogni fetta di melanzana ottenendo degli involtini da disporre allineati nella teglia. Al termine spolverare con altra ricotta e foglioline di basilico. Mettete in forno a temperatura moderata per una decina di minuti finché non si forma in superficie una crosticina d’orata. Servire ben caldo.

Coniglio alle mandorle

coniglio alle mandorle

crociere in caicco alle Eolie

Difficoltà facile
Tempo 50 minuti
Calorie 480
Ingredienti per sei persone:
Un coniglio di circa un chilogrammo,
una cipolla, due carote, una costa di sedano, 300g.di mandorle pelate, una foglia d’alloro, 4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 2 spicchi d’aglio, sale e pepe.

Fate tostare le mandorle per qualche minuto in una padellina antiaderente senza aggiungere condimento. Tagliate il coniglio a pezzi regolari, lavatelo, asciugatelo e fatelo dorare per circa dieci minuti in una casseruola con l’olio. Togliete quindi i pezzi e metteteli da parte. Pulite e tagliate a dadini la cipolla, le carote e il sedano. Fate rosolare le verdure nella casseruola del coniglio e unite le mandorle tostate. Rimettete il coniglio nella casseruola, salate pepate e lasciate cuocere a fuoco lento per quaranta minuti circa. Servire caldo o freddo.

I Gigi

Dolce tipico eoliano che si prepara per festeggiare il carnevale.

gigi

Crociere in caicco alle Eolie

Ingredienti per sei persone:
Farina gr. 500
Strutto gr.100
2 tuorli d’uovo
Zucchero gr. 75
Vino bianco mezzo bicchiere circa
Vino cotto un bicchiere circa

Disporre a fontana la farina e mettervi dentro lo strutto, i tuorli d’uovo e lo zucchero, amalgamare il composto lavorandolo fino ed ottenere una pasta omogenea e ben morbida lasciate riposare la pasta quindici minuti circa quindi formate dei bastoncini dello spessore di un grissino che taglierete in pezzetti di un centimetro ciascuno.
Appena terminato questo lavoro mettete sul fuoco una padella da frittura piuttosto alta, dove a fuoco alto a poco alla volta immergere in dell’olio di semi abbondante i pezzettini di pasta, rigirandoli di tanto in tanto fino a farli dorare. Completate la frittura di tutti i pezzettini, immergeteli in un tegamino con del vino cotto tiepido, rigirateli
per due volte quindi adagiateli su un piatto ovale spolverandoli con dello zucchero.

DOLCETTI DI MANDORLE

Ingredienti per 8 persone:
500g di mandorle tritate,
600g di zucchero,
200g di albumi(circa 6),1 cucchiaino di essenza di vaniglia, qualche goccia di limone,30g di mandorle a lamelle, zucchero a velo.

Accendete il forno a 190° e rivestite la placca con carta da forno. Mescolate le mandorle tritate allo zucchero e amalgamate all’ impasto gli albumi, l’essenze e le gocce di limone. Riempite con il composto ottenuto la tasca per dolci con bocchetta liscia e formate dei mucchietti sulla placca, allineandoli leggermente distanziati l’uno dall’altro. In alternativa alla tasca, potete prelevare il composto con un cucchiaio. Cospargete i dolcetti con le mandorle a lamelle e fateli cuocere per trenta minuti nel forno già riscaldato. A cottura ultimata lasciate intiepidire e serviteli cosparsi di zucchero a velo.

Se la cucina eoliana è così estrosa, mutevole, variegata, ricca di umori unificanti e contrastanti allo stesso tempo, il merito è anche dell’incredibile concentrato di storia, culture, abitudini che si sono man mano succedute.

In ogni piatto c’è sempre sottesa una sapienza antica, che gli eoliani hanno saputo arricchire, rielaborare, tramutare, fino a farne un’originale ed irripetibile “unità” gastronomica.